Meno telefonini, più bicicletta

di Ernesto Galigani

Intendiamoci subito. Quando si parla di telefonino al volante (delle auto, of course) non c’è praticamente nessuno che possa evangelicamente permettersi di lanciare la prima pietra. Però è giusto che ciascuno di noi prenda coscienza della pericolosità di questo comportamento, al netto delle multe che dovrebbero essere elevate dalle forze dell’ordine.

Certo, neppure noi ciclisti, quando saliamo in macchina, siamo immuni da questo viziaccio che – in quanto tale – non ha alcuna spiegazione razionale. Tanto più che la tecnologia – dalle banalissime auricolari finendo ai sistemi di navigazione più complessi – consentirebbe di guidare in tutta sicurezza. Per sé e, soprattutto, per gli altri. Tuttavia, proprio perché stiamo spesso dall’altra parte della barricata, conosciamo perfettamente i pericoli legati a questo comportamento. Lo sperimentiamo ogni volta che usciamo: automobilisti che, tutti presi dal loro imperdibile colloquio, tirano verso il ciglio della strada rischiando di travolgerci; altri che neppure ci vedono – magari nel bel mezzo di una rotonda – perché impegnati a messaggiare. Altri ancora che, con la scusa che tanto siamo in coda e non si muove nessuno, riparte in automatico senza staccare l’occhio dal display del tutto ignaro che, magari, davanti a lui si è posizionato un ciclista. Insomma, la solita storia. Del resto, i quattro lettori di questo blog sanno fin troppo bene che la sicurezza è un argomento sul quale torniamo spesso e volentieri: dalle gallerie poco illuminate agli asfalti sconnessi, passando per la guida al telefono e la maleducazione corriamo il rischio di essere ripetitivi fino alla nausea.

Eppure, tanto scrivere non sembra essere finalmente fine a se stesso. Alex Zanardi – l’ex campione di automobilismo e icona della nostra categoria, più volte inconsapevole ospite di queste pagine – ha pubblicato un tweet diventato rapidamente virale e approdato sulle colonne web del Corriere della Sera proprio dedicato alla necessità di “rieducare gli automobilisti”. Ha sfondato una porta aperta, il mitico Alex, e i giornali si sono accorti che, forse, è davvero un problema. Lo stesso giornale ha ospitato una toccante lettera del fratello di Michele Scarponi, il mitico ciclista Astana scomparso qualche mese fa, travolto in allenamento dall’autista di un furgone. Senza avere alcuna colpa (si sa, i ciclisti sono sempre in mezzo alla strada e non si fermano ai semafori) se non quella di essere sceso in strada nel momento sbagliato e nel posto sbagliato. Un po’ poco per morire, a pensarci con raziocinio.

Ci piace quindi riproporvi di seguito questi articoli, rimandandovi ai due link. Più siamo e meglio è. Passiamo parola (ovviamente senza telefonino).

Zanardi

http://www.corriere.it/cronache/17_novembre_02/telefonini-auto-l-allarme-alex-zanardi-dobbiamo-rieducare-guidatori-ae508b64-bf4a-11e7-9a2b-0f2b2933b455.shtml

Scarponi

http://www.corriere.it/cronache/17_novembre_06/scarponi-distrazione-alcol-educhiamo-guida-non-uccidere-c8c1a55e-c270-11e7-bf97-8f2129f2dc8b.shtml

 

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