Niente sbruffoni (al volante), siamo inglesi

D’accordo, mi prenderete per fissato. Eppure, ai miei occhi, la maleducazione sulle strade continua ad essere uno dei problemi più gravi per chi ama andare in bicicletta. Non passa giornata – comprese quelle invernali – in cui non si debba registrare un incidente occorso a un ciclista. Possibile che siano sempre tutti in doppia e tripla fila? Possibile che tutti passino il tempo giacolando del più e del meno? Possibile che tutti ignorino sempre segnali e precedenze? Possibile che neppure uno di loro si fermi al semaforo?

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Prima i ciclisti, Londra dicembre 2016

Ovviamente no… E quindi viene da chiedersi se anche dall’altra parte – quella degli automobilisti – non ci voglia un po’ di autocritica e, soprattutto, un po’ di rispetto quando si sta al volante. Discorso che su queste pagine abbiamo fatto decine e decine di volte. Se ci sono tornato sopra, è perché mi piaceva mostrarvi il significato di “rispetto” quando lo si vuole tradurre in fatti concreti. Queste fotografie

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Corsie dedicate per i ciclisti, Londra dicembre 2016

sono state scattate da chi scrive il 28 dicembre scorso a Londra, a due passi dalla cattedrale di San Paolo. Non esattamente su una stradina di periferia della verde Brianza, insomma. Eppure in quella metropoli di 13 milioni di abitanti (dove ci si indigna ferocemente quando si verificano incidenti che coinvolgono ciclisti) ci sono le corsie dedicate (non piste ciclabili, proprio corsie dedicate) e, quando si tratta di viaggiare in promiscuità, la segnaletica a terra indica chiaramente quale dei due mezzi debba essere maggiormente tutelato. Senza che a nessuno degli automobilisti venga la voglia – e neppure il gusto – di varcare la linea bianca.

 

Certo, bisognerebbe anche osservare che il traffico di Londra – sempre 13 milioni di abitanti – è certamente meno caotico di quello di Como e Lecco. Ma, evidentemente, questo è un altro (triste) discorso. Accontentatevi delle fotografie e forse vi sarà un po’ più chiaro perché in Inghilterra – che non è proprio terra dove  Stelvio e Dolomiti abbondino – ci siano sempre più persone in bicicletta. Io una mezza idea ce l’avrei…

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