Recenti studi dicono che alla mente umana sono sufficienti sette-secondi-sette per decidere (e spesso è una scelta definitiva) se una persona ci piace o no. Quello che arriva dopo, in altre parole, sono dettagli. Ebbene, i
o e Marina non ci siamo mai incontrati di persona. Ma mi è piaciuta in meno di sette secondi di telefonata.
La sua storia, che avevo sbirciato attraverso un post, mi aveva incuriosito. Per quanto nella mia vita professionale abbia incontrato e scritto di migliaia di persone, quel nome non mi suonava nuovo. E così ho scoperto che l’incidente stradale che l’aveva privata dell’uso delle gambe, stroncandole una carriera assai più che promettente a soli 22 anni, era avvenuto ad Airuno, vicino a Lecco. E, di conseguenza, vicino a dove vivo e pratico anch’io il ciclismo (con risultati assai più modesti). L’ho raggiunta al telefono e mi sono fatto raccontare, con quella strana empatia che nasce tra due persone che non si sono mai sentite prima di allora, la sua bellissima storia. L’ho poi messa su carta e pubblicata sabato scorso sui quotidiani La Provincia di Como, La Provincia di Lecco e la Provincia di Sondrio.
E’ una ragazza che non s’arrende, Marina. Piena di vita, di speranza e di una strana serenità che, detto tra noi, io non credo riuscirei ad avere se fossi al suo posto. Marina combatte una battaglia che forse non potrà vincere. Ma se un giorno la ricerca trovasse una cura per ridare la mobilità a chi l’ha perduta, beh, un mattoncino porterà scolpito il suo nome.
Vi propongo la pagina in Pdf. la_provincia_di_como_07-01-2017
Ernesto Galigani
e.galigani@laprovincia.it






