Chissà, forse è soltanto una mia maldestra impressione. Un caso di suggestione, alimentato dalla fatica della salita. O, forse, ho ragione io a sostenere che – in sella ad una bicicletta – le cose si vedono assai più nitidamente che dal parabrezza di un’automobile.
Ebbene, salendo qua e là sui nostri monti mi diletto (talvolta, senza esagerare) a scattare qualche immagine. E, immancabilmente, quando il cellulare punta verso Milano, ecco che compare una nuvoletta bianca che nuvola non è. Una cappa, piuttosto, di smog e inquinamento che si dirada mano a mano che l’obiettivo prende altre direzioni.



Qui sopra alcune immagini che ho scattato. La prima a sinistra dall’Eremo del Monte Barro di Galbiate, a 700 metri di quota (discreta salita, se interessa, ma con asfalto pieno di buche) e riprende i laghi di Oggiono e Pusiano. A destra siamo al passo di Valcava (stupenda e terribile salita di 11 chilometri con punte del 20 per cento di pendenza) con l’obiettivo puntato verso Lecco. Esattamente sotto, la stessa località ma che guarda verso Milano: la differenza è incredibile. Infine sotto a sinistra la foto scattata alla Colma di Sormano e sempre puntata verso Milano. O, meglio, là dove c’è un’indistinta melassa grigia c’è Milano.
E adesso, suggestioni a parte, alzi la mano chi vuole fare cambio…






